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Un triplo bonus per spingere l’occupazione. Il pacchetto che il governo presenterà oggi alle parti sociali sta prendendo forma. Usando la dote da 43 miliardi dei fondi europei, Palazzo Chigi è pronto a finanziare una serie di sgravi contributivi per spingere le assunzioni di donne e giovani, con un occhio particolare per le aree del Mezzogiorno. Nelle bozze del decreto legge che sarà esaminato domani dal consiglio dei ministri, sono stati inseriti un “bonus donne”, un “bonus giovani” e un “bonus Zes, dove Zes sta per «zone economiche speciali», un’area che in pratica oggi ricopre tutte le aree del Mezzogiorno. Non solo. Accanto agli sgravi contributivi, che saranno totali per le assunzioni a tempo indeterminato, arrivano anche incentivi a fondo perduto e voucher per chi deciderà di mettersi in proprio aprendo una Partita Iva. Aiuti che potranno arrivare fino a 200 mila euro e che saranno utilizzabili non solo al Sud, ma anche al Centro-Nord. Ma quali sono i bonus in arrivo?

 

Superbonus 130% per assunzioni di donne, giovani e fragili: come funziona, a chi si rivolge e gli esclusi

 

Il meccanismo

A chi dal primo settembre di quest’anno e per tutto il 2025, assumerà lavoratrici «svantaggiate», comprese quelle che risiedono nelle Regioni della Zes, la zona economica speciale del Mezzogiorno, sarà garantito uno sgravio contributivo del 100 per cento. L’aiuto sarà riservato alle assunzioni a tempo indeterminato di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi se residenti nelle aree Zes, oppure a donne disoccupate da almeno 24 mesi residenti in qualsiasi parte del Paese. Lo sgravio avrà un valore annuo massimo di circa 8 mila euro. Una misura simile entrerà in vigore, se il pacchetto sarà approvato, anche per i giovani. Come per le donne, anche il «bonus giovani» si applicherà alle assunzioni che saranno effettuate tra il primo settembre di quest’anno e il 31 dicembre del 2025. L’esonero, secondo le bozze del provvedimento, sarà del 100 per cento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro. Il limite massimo stabilito è di 500 euro al mese, 6 mila euro l’anno. Il bonus spetterà ai ragazzi che non hanno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età, e che non sono mai stati occupati. Per sostenere il Mezzogiorno, poi, l’esonero contributivo sarà più alto se ad effettuare l’assunzione sarà un’impresa localizzata in una delle aree della Zes, la zona economica speciale.
La sede dell’unità produttiva, spiega il testo, dovrà essere in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Il terzo bonus previsto dal decreto è battezzato come «bonus Zes». Una misura dedicata esclusivamente alle Regioni del Mezzogiorno. Anche in questo caso l’incentivo è destinato alle imprese che assumo lavoratori a tempo indeterminato nel periodo che va dal prossimo primo di settembre a tutto il 2025. E come nei due precedenti casi, il “bonus” è riconosciuto ai datori di lavoro per due anni. L’importo massimo dello sgravio pari al 100 per cento dei contributi a carico dell’impresa, è di 666 euro mensili, vale a dire circa 8 mila euro l’anno. Ma a differenza del bonus donne e del bonus giovani, l’incentivo si applica a tutto il personale «non dirigenziale» assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. 

 

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Le coperture

Quanto costano e come saranno coperte le misure sul lavoro previste dal decreto? Il bonus giovani è quello che ha il costo più alto: si parte dai 28,3 milioni di quest’anno, per salire ai 491 milioni del prossimo anno. La copertura è fornita dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. Si va a pescare, cioè, all’interno dei fondi europei. Lo stesso programma utilizzato anche per le coperture del bonus donne. Una misura che, secondo quanto riportato nelle bozze del decreto che domani arriverà in consiglio dei ministri, costerà 7,1 milioni quest’anno e 159,5 milioni il prossimo anno. Sono per adesso invece ancora in bianco nel testo, i costi del terzo bonus, quello per le Zone economiche speciali. In questo caso la platea è più ampia, perché riguarda tutte le assunzioni e non solo quelle per i giovani e le donne. Qualche dubbio su queste misure ancora c’è. Bisognerà capire quali sono esattamente le compatibilità europee. Questa sera Giorgia Meloni vedrà i sindacati, ed è probabile che illustri le misure che il ministro per il Sud, il Pnrr e la coesione territoriale, Raffaele Fitto, ha preparato in vista del consiglio dei ministri. Un pacchetto che, come lo scorso anno, sarà molto probabilmente approvato contestualmente alla festa dei lavoratori del primo maggio. 

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