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diFrancesco Rosano

Il sindaco di Bologna si chiama fuori dalla corsa e prepara il manifesto degli amministratori per la Regione: «Bologna deve essere al centro. Non parta il palio dei cavalli di razza ma una fabbrica delle idee, anche con le primarie»

Se il Pd vuole arrivare pronto alle Regionali «è importante che ora non parta il palio dei cavalli di razza, ma una fabbrica delle idee». Il sindaco Matteo Lepore chiama il timeout su caminetti e totonomi per il dopo Bonaccini. E anche se si chiama fuori dalla contesa («voglio finire il lavoro da sindaco»), si prepara a un tour per discutere «insieme a tanti sindaci e alle migliori energie della regione» il programma per l’Emilia-Romagna che verrà, rivendicando il peso di Bologna: «Non per imporre un nome, ma perché siamo uno dei luoghi più avanzati del Paese».

Sindaco, torna il tormentone: l’Emilia-Romagna è contendibile. Lo pensa anche lei?
«Penso sia giusto che questa terra sia finalmente definita “contendibile”. Se ci accontentiamo di ciò che abbiamo fatto non saremo all’altezza delle sfide che ci attendono. Gli anni alle spalle sono stati importanti, dobbiamo ringraziare Stefano Bonaccini e la sua squadra per il lavoro straordinario svolto. Ora però è il tempo dell’ascolto e del coraggio. Se dovessimo dare l’idea che questa è una terra dove il cambiamento, o anche l’alternanza, non è possibile saremmo arroganti».




















































Serve discontinuità?
«Serve un paradigma nuovo. Faccio un esempio: il Patto per attraversare la crisi di Errani è stato fondamentale tra il 2008 e il 2011, poi è arrivato il Patto per il lavoro di Bonaccini, a cui si è poi aggiunto l’ingrediente della transizione climatica. Credo che oggi l’Emilia-Romagna debba essere ripensata a partire dall’idea di un dialogo con tutti i corpi intermedi, ci sono tanti lavoratori del terzo settore e del sociale che faticano a essere rappresentati. Sono passati dieci anni, ora dobbiamo scrivere i prossimi. Essere generosi e aprirci».

In che modo?
«L’Emilia-Romagna deve essere il punto di riferimento di una proposta riformista di governo, in Italia e in Europa. Le Europee saranno uno spartiacque di fronte a una destra che vuole smontare l’Europa. Faccio un appello: l’unico modo per avere un Parlamento Ue dove i socialisti abbiano una voce importante è votare il Pd. Come non è in grado di dirsi antifascista, Meloni non è indipendente da una Lega dove Vannacci chiede classi separate per i disabili. Decine di famiglie mi stanno scrivendo indignate. Meloni, Vannacci e Tajani ci vogliono portare in un’Europa dove le persone vengono discriminate. L’Emilia-Romagna è la speranza di qualcosa di diverso, ma dobbiamo approcciarci alle Regionali con un discorso chiaro, capaci di metterci in discussione a partire da alcuni temi fondamentali: industria e lavoro; casa e infrastrutture; salute e ambiente».

Chi porterà avanti queste priorità?
«Se nei prossimi giorni partisse una discussione sui nomi si sbaglierebbe approccio. Occorre costruire un percorso di ascolto coinvolgendo la società civile, un percorso affidato a sindaci e amministratori. Proporrò a Elly Schlein e al mio partito di lasciare che in Emilia-Romagna si costruisca questa discussione dal basso. Nei prossimi 3-4 mesi vedo una fabbrica del programma per l’Emilia-Romagna, a cui voglio dare il mio contributo insieme a tanti sindaci con cui ci stiamo già sentendo per un’idea di Emilia-Romagna innovativa».

Sembra intenzionato a candidarsi per il dopo Bonaccini.
«No, voglio finire il mio lavoro a Bologna. Non mi candido, ma voglio dire la mia perché ne va del futuro della nostra comunità».

Ci vorranno le primarie allora?
«Io non dirò mai no alla primarie, hanno fatto molto bene alla nostra comunità, ma sono inutili se il centrosinistra non scioglie prima le proprie contraddizioni. Per vincere serve un valore aggiunto che va ben oltre i partiti. Bisogna ripartire dalle idee. Sento stanchezza dopo 20 anni di mandati Errani e Bonaccini, non possiamo solo dire “fidatevi di noi”, dobbiamo dimostrare di avere ricette e proposte nuove per un mondo nuovo».

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30 aprile 2024

 

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