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Imagoeconomica

Via libera del Consiglio dei ministri al così ribattezzato “bonus Befana” e a una serie di provvedimenti per favorire le assunzioni sul lavoro e gli investimenti pubblici. I provvedimenti, un decreto legge e un decreto legislativo di attuazione della riforma fiscale, erano stati anticipati ieri sera dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai sindacati in un incontro a Palazzo Chigi. Ecco di cosa si tratta.

100 euro una tantum

Doveva essere il bonus tredicesima invece arriverà con l’anno nuovo, nel gennaio 2025. Non c’erano le coperture per pagarlo nel 2024. Si tratta di una misura una tantum che varrà fino a 100 euro in busta paga per una ristretta platea di lavoratori dipendenti: quelli con reddito complessivo non superiore a 28.000 euro con coniuge e almeno un figlio a carico, oppure per le famiglie monogenitoriali con un unico figlio a carico. Il costo dell’operazione sarebbe intorno ai 100 milioni di euro.

Un provvedimento che arriva alla vigilia del Primo maggio e a 40 giorni dalle elezioni europee e che rientra, ha spiegato ieri sera la premier ai sindacati, “nel più ampio lavoro che il governo ha portato avanti finora per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e dei lavoratori, segnatamente quelli più esposti. In questi sedici mesi di governo, infatti, abbiamo scelto di concentrare le risorse che avevamo a disposizione per interventi di carattere redistributivo”. Il provvedimento era slittato dal precedente Consiglio dei ministri dopo le preplessità espresse dal Mef sulle coperture, che erano legate al recupero dell’evasione con il nuovo concordato biennale. Una copertura incerta nel suo ammontare e comunque utilizzabile solo a partire dal prossimo anno.

Disposizioni in materia di lavoro

Arriva la decontribuzione per sostenere l’occupazione dei giovani, delle donne e di alcune categorie di lavoratori svantaggiati, come già previsto dalla delega fiscale. Questa misura prevede la riduzione degli oneri contributivi per i nuovi assunti per due anni attraverso una super deduzione del costo del lavoro pari al 120%, che sale al 130% per giovani, donne e soggetti già beneficiari del reddito di cittadinanza.

Accanto alle misure per sostenere il lavoro dipendente, ha anticipato il governo, sono previste specifiche disposizioni per favorire l’avvio di nuove attività autonome distinte per il Centro-Nord e il Mezzogiorno. Per il Centro-Nord è previsto tra l’altro un voucher fino a 30mila euro per l’acquisto di beni necessari all’avvio di una nuova attività, al Sud il voucher arriva a 40mila euro.

Previste anche misure per riqualificare i lavoratori di grandi imprese in crisi per favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, aveva spiegato ieri la premier nel suo intervento al tavolo con i sindacati:”Nello specifico intendiamo sostenere la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno e nel Centro-Nord attraverso una misura dedicata ai soggetti attualmente disoccupati. La nostra linea di azione è chiara: sosteniamo chi cerca un lavoro, chi assume e chi intende mettersi in proprio partendo dalle categorie che oggi più difficilmente trovano lavoro”.

Fondi Ue da spendere meglio

Arriva la riforma della politiche di coesione, ovvero dell’utilizzo dei finanziamenti ordinari europei e di qualli naionali che li accompagnano. Si tratta di una riforma prevista con la revisione del Pnrr e che dovrà essere vagliata dalla Commissione Ue. L’obiettivo è quello di coordinare e accelerare l’utilizzo delle risorse stanziate dall’Europa, come i fondi di coesione, e quelli di provenienza nazionale un fronte sul quale il nostro Paese è tradizionalmente in difficoltà: sul tavolo per l’Italia ci sono 43 miliardi della programmazione Ue 2021-27 da destinare a politiche del lavoro, sociali e di sostegno alle imprese. Con il co-finanziamento nazionale i fondi a disposizione arrivano a quota 75 miliardi.

Si punta a favorire, spiega il governo, gli investimenti “in alcuni settori strategici di intervento per i quali vi è un preminente interesse nazionale a superare i divari infrastrutturali tuttora esistenti e ad accrescere la competitività e l’attrattività del Mezzogiorno e dell’Italia tutta”. Prevista l’istituzione di una cabina di regia che avrà compiti di coordinamento degli investimenti e di monitoraggio della loro attuazione.



 

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