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Le due principali componenti del credito alle famiglie hanno fatto registrare, nel corso del 2023, andamenti molto diversi. Il credito immobiliare ha subito una decisa contrazione nella sua componente principale rappresentata dai mutui d’acquisto, legata al significativo rialzo dei tassi di mercato che se, da un lato, ha creato difficoltà a coloro che negli anni precedenti avevano sottoscritto mutui a tassi variabili.

Dall’altro ha scoraggiato la domanda di nuovi finanziamenti che le banche hanno potuto offrire a condizioni molto meno vantaggiose rispetto al recente passato, prima cioè che si producessero gli effetti delle politiche monetarie restrittive messe in atto dalle autorità monetarie per contrastare l’inflazione in netta crescita, in particolare in Europa.

Gli italiani rimandano l’acquisto della nuova casa

Una parte dei potenziali mutuatari ha deciso di rimandare l’acquisto dell’abitazione, contando su un futuro abbassamento dei tassi, mentre un’altra parte ha attinto ai risparmi accumulati e questo contribuisce a spiegare la differenza registrata, in corso d’anno, tra la riduzione delle compravendite residenziali (-9,6%) e quella del numero di contratti di mutui d’acquisto nello stesso periodo (-32,4%).

L’aumento dei tassi, d’altra parte, ha inciso non solo sulla domanda ma anche dal lato dell’offerta, irrigidendo i criteri assuntivi in ottica di attenzione alla qualità del portafoglio crediti. 

La surroga torna in auge

In termini di flussi finanziati totali nel 2023 le erogazioni risultano in calo del -34,2%, trend attribuibile in larga misura alla riduzione dei flussi per mutui d’acquisto (-37,8%) e, in parte molto più marginale, all’andamento degli altri mutui (-2,3%).

In quest’ultima componente rientrano anche le operazioni di surroga che in corso d’anno, in netta controtendenza, hanno fatto registrare un considerevole aumento rispetto all’anno precedente (+69%) essendo tornate favorevoli le condizioni per una sostituzione dei contratti a tasso variabile con quelli a tasso fisso, anche se i volumi sono più ridotti rispetto agli anni passati.

Analogo andamento ha fatto registrare il numero di contratti di mutuo sottoscritti, in calo del -29,2% in totale, come risultato della riduzione del -32,4% di quelli d’acquisto e del -2,9% degli altri mutui e crescita del +66,8% delle surroghe.

Nell’ambito dei mutui d’acquisto si registra una decisa flessione degli importi medi dei nuovi contratti (da 138mila euro del 2022 a 127mila euro nel 2023), legata anche alla necessità di proporre piani di rimborso più sostenibili per le famiglie.

2024: proseguirà il trend negativo per i mutui?

Nei primi due mesi del 2024 è continuato il trend negativo delle nuove erogazioni, sebbene a ritmi più ridotti (-10,5%), imputabile in larga misura ai mutui d’acquisto (-13%) mentre risulta in crescita la componente “altri mutui” (+4,3%) all’interno della quale spicca l’aumento ancora deciso delle erogazioni legate alle surroghe (+57,8%).

I valori più ridotti delle tendenze in atto nel primo bimestre in termini di numero di nuovi contratti (-7,2% in totale, -9,2% i nuovi mutui d’acquisto, +4,3% i contratti associabili ad altri mutui e +53,9% le nuove operazioni di surroga) conferma l’ulteriore flessione degli importi medi delle nuove operazioni.

In attesa di una inversione di tendenza

Le prospettive per l’anno in corso sono di un aumento delle erogazioni complessive rispetto al 2023, a fronte di aspettative di un progressivo abbassamento dei tassi di sconto da parte della BCE che si rifletteranno in condizioni più favorevoli per i sottoscrittori di nuovi mutui.

Ci sono segnali, d’altra parte, che confermano che alcune banche sarebbero pronte a cogliere le nuove opportunità di mercato proponendo offerte vantaggiose per acquisire la clientela rimasta temporaneamente alla finestra in attesa di un’inversione di tendenza.

Le novità regolamentari e gli impatti sul mercato

Una spinta al rilancio del mercato dei mutui è destinata ad arrivare anche da alcune novità normative di recente introduzione: una, di effetto più immediato, riguarda la proroga per un anno della maxi-garanzia statale per i mutui destinati agli under 36.

In pratica, ci sarà tempo ancora fino al 31 dicembre 2024 per usufruire della misura che agevola l’accesso dei più giovani alla prima casa attraverso il Fondo di garanzia mutui prima casa, che consente di ottenere un mutuo che copra fino all’intero valore dell’immobile senza versare alcun anticipo.

L’altra novità, potenzialmente molto più impattante ma allo stesso tempo più incerta nei tempi e nelle modalità di adozione, riguarda l’introduzione nei prossimi anni di un piano nazionale di ristrutturazione degli immobili finalizzato a migliorare le performance energetiche degli edifici, che comporterà la necessità di riqualificare un numero assai rilevante di immobili con investimenti che, in non pochi casi, comporteranno il ricorso al credito.

Credito al consumo: erogazioni stabili. Il segmento auto è trainante

I volumi delle erogazioni di credito al consumo nel 2023 sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente (-0,4%), ma le componenti che formano l’aggregato totale hanno fatto registrare andamenti piuttosto divergenti tra loro.

Nell’ambito del credito finalizzato si è assistito a una decisa ripresa dei flussi destinati all’acquisto di auto/moto (+5,5%) in particolare nei segmenti relativi all’acquisto di auto usate (+8,2%) e di motocicli (+14,2%) e, in generale, l’aumento del credito a favore della mobilità sostenibile (+10,1%).

Quasi allo stesso ritmo sono cresciuti anche gli altri prestiti finalizzati (+5%), grazie soprattutto al considerevole aumento dei finanziamenti destinati all’efficientamento energetico (+30,9%) nell’ambito della casa, ma anche ai finanziamenti destinati all’acquisto di ciclomotori (+8,1%) e di altri beni/servizi (+6,3): in tutti casi citati l’incremento in termini di numero di operazioni è stato superiore a quello dei flussi erogati e, conseguentemente, si è assistito a una riduzione degli importi medi dei prestiti.

Stabili o in leggero calo sono invece risultate le erogazioni di finanziamenti finalizzati all’acquisto di mobili/arredo (-0,1%) e di elettrodomestici/elettronica di consumo (-0,5%).

Un contributo importante all’evoluzione positiva della voce “altro finalizzato” proviene dall’utilizzo di credito (tradizionale o nella forma di linea di credito) a sostegno dell’e-commerce, che evidenzia una crescente esigenza di strumenti di credito/pagamento flessibili e digitali.

Nel 2024 segno positivo per i prestiti finalizzati

Nei primi due mesi del 2024 si conferma la crescita delle erogazioni destinate all’acquisto di auto/moto (+4,5%) e, a ritmi meno sostenuti, anche quella degli altri prestiti finalizzati (+1,4%), dati che fanno prevedere la possibilità di un andamento positivo delle erogazioni dei prestiti finalizzati nel corso dell’intero anno.

Il rimbalzo dei prestiti personali

Quanto ai prestiti personali, nonostante il recupero nella parte finale dell’anno le erogazioni nel 2023, hanno subito un calo (-1,6%) a fronte di un significativo aumento del numero di operazioni perfezionate (+14,2%), con un trend di crescente riduzione degli importi medi finanziati che riflette comportamenti più prudenti lato domanda e offerta, analogamente a quanto osservato nell’ambito dei mutui d’acquisto.

Il 2024 si è aperto nel segno del rimbalzo, con un incremento dei flussi erogati che a fine febbraio fa registrare una crescita a doppia cifra (+10,1%) e genera aspettative positive per l’intero anno.

Effetto tassi sulla CQS

Il comparto relativo alla cessione del quinto dello stipendio/pensione ha visto ridursi il flusso di nuove erogazioni nel corso del 2023 (-4,5%) a fronte di una sostanziale tenuta del numero di contratti perfezionati (-0,5%): il fenomeno è in larga misura spiegato dall’aumento dei tassi che, a parità di importo delle rate di rimborso dei nuovi finanziamenti, ha visto ridursi la componente di capitale erogato.

I segmenti di mercato che hanno mostrato maggiori segni di sofferenza in termini di erogazioni sono stati quelli relativi ai dipendenti pubblici (-10,3%) e ai pensionati (-3,6%), mentre sono risultati in crescita i flussi a favore di dipendenti di aziende private (+3,4%).

I primi due mesi del 2024 confermano il trend negativo del comparto, con una riduzione delle erogazioni (-4,8%) in linea con quella registrata nel corso del 2023.

Nel solco di una tendenza in corso ormai da qualche anno, l’industria della cessione del quinto dello stipendio/pensione è attualmente interessata da importanti iniziative che porteranno, in un futuro prossimo, a una revisione dei processi di erogazione e di gestione post-vendita dei contratti, in un’ottica di crescente efficientamento e automazione delle procedure, in particolare nei segmenti relativi ai dipendenti pubblici e ai pensionati.

Il Buy Now Pay Later e la normativa sul credito al consumo

Le operazioni di “Buy Now Pay Later” – prestiti di importo e durata contenuti che normalmente non prevedono l’applicazione di interessi o altri costi a carico degli utenti, spesso associati ad acquisti online – hanno in parte risentito nel corso del 2023 dell’aumento dei tassi di interesse, che ha reso più difficile per gli intermediari avanzare proposte appetibili per i clienti che garantissero, al contempo, un’adeguata marginalità.

In prospettiva futura, l’assoggettamento anche di queste operazioni alla normativa sul credito ai consumatori comporterà effetti positivi in termini di contenimento dei rischi, per chi concede i prestiti e per chi li riceve, e un contestuale aumento della trasparenza, a fronte però di una possibile minore fluidità del processo di offerta.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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