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LAMEZIA TERME «L’Europa è un luogo del fare, non del parlare. Forse in Italia non ce ne siamo resi conto, ma quello che succede lì ha ricadute dirette nella nostra vita quotidiana». Francesco De Nisi lancia così la sua candidatura alle prossime elezioni europee dell’8 e del 9 giugno. Il segretario regionale di Azione, ospite di Telesuonano, il talk in onda su L’altro Corriere Tv, spiega i motivi della sua discesa in campo per un posto in europarlamento, decisione presa «su richiesta del segretario nazionale Carlo Calenda». «Come dirigente del partito che sto contribuendo a costruire in questa regione, ho sentito il dovere di accettare perché devo dare il mio contributo al partito nazionale. E poi perché credo che l’Europa abbia bisogno di gente con una visione come quella dei politici che fanno parte del nostro partito» afferma a Ugo Floro e Danilo Monteleone. Ma dal consigliere regionale arriva anche un’analisi sui 30 mesi di governo Occhiuto, concentrandosi su due temi cardine della politica calabrese: sanità e ambiente.

L’importanza delle elezioni europee

Per De Nisi le elezioni europee non devono rappresentare un mero «banco di prova per il gradimento politico dei leader nazionali». «In Italia affrontiamo la campagna elettorale dimenticandoci che l’Europa è un’assemblea che regola i meccanismi di vita dei paesi membri. Se non entriamo in quest’ottica non mandiamo rappresentanti al Parlamento europeo che facciano gli interessi degli italiani». Una questione sollevata dallo stesso leader di Azionale Carlo Calenda, che ha comunque deciso di candidarsi in prima persona. «Calenda – continua – coerentemente dice che non si dovrebbe candidare chi poi in Europa non ci va. Ma nel momento in cui la battaglia europea si trasforma in battaglia di politica nazionale, questo costringe quasi tutti i leader a scendere in campo e a metterci la faccia». Da campagna europea, spiega De Nisi, è diventata «una campagna nazionale. Tra i candidati dei vari partiti ci sono persone che non hanno nulla a che fare con l’Europa e che neanche la vogliono».

Dentro Azione «dirigenti dal centrodestra e dal centrosinistra»

Tra i candidati di Azione, invece, ci sono politici che si aggregano abbandonando le altre due fazioni. «Abbiamo dirigenti che provengono da destra e da sinistra. A breve ci saranno passaggi di persone che hanno un certo peso politico regionale e arrivano dal centrodestra». Così come ne sono arrivati dalla parte opposta, trasferimenti favoriti dal fatto che l’area moderata che insieme alla Ds ha fondato il Partito Democratico «è completamente scomparsa». De Nisi ricorda il suo passato «tra i primi iscritti» al Pd. «Ci sono potuto rimanere finché c’è stata quella rappresentanza per la parte moderata, poi si è andati sempre più verso l’ala sinistra». Una flessione da cui è nata l’idea di costruire «un centro attrattivo e accogliente per entrambe le parti». Il segretario regionale precisa che «non è la politica dei due forni. Ci sono le regionali o le amministrative dove con il sistema maggioritario vince chi prende un voto in più ed è normale scegliere un campo piuttosto che un altro. Ma alle Europee con il proporzionale puro è giusto che Azione participi e contribuisca».

Sul governo regionale e la sanità

A livello regionale Azione sostiene il centrodestra di Occhiuto, che pochi giorni fa ha “festeggiato” i 30 mesi di mandato. «Ha illustrato il grande lavoro che ha fatto in questi mesi. Come ha detto giustamente, la Calabria è una regione molto difficile da governare. Ma oltre alle cose “eccezionali”, che hanno bisogno di un Presidente che le applichi, la Regione si deve avviare a gestire bene la quotidianità». Tra questi servizi essenziali c’è la sanità. «È un settore complicato dove Occhiuto sta mettendo mano e dove col tempo qualche miglioramento ci sarà. Qualcuno c’è già stato, ma ci vuole tempo per recuperare il gap di 12 anni di commissariamento, quando si sono bloccate spesa, investimento e programmazione. Recuperare questo gap è difficile, ma ci sono le condizioni». Per De Nisi un aiuto deve arrivare dal governo nazionale. «La Calabria va aiutata, non solo controllata, bacchettata e redarguita». Con un ottimo risultato alle Europee potrebbero anche aprirsi spiragli per un “rimpasto” regionale che comprenda anche Azione, dopo che già Fratelli d’Italia ha chiesto più “spazi”. «Sono valutazioni che deve fare il Presidente. Fratelli d’Italia conta già molto dal punto di vista del peso amministrativo, di deleghe e funzioni. Quindi piuttosto direi che dovrebbe migliorare quello che sta facendo, più deleghe non significa sempre maggiore efficacia».

Su ambiente e depuratori

De Nisi continua la sua analisi sul governo regionale, ponendo l’accento sul tema dell’ambiente. «C’è stato un grande impegno nell’attività di controllo e repressione. C’è grande attenzione, ma i problemi si risolvono se si creano le infrastrutture per farlo». Il riferimento è al sistema depurativo: «Se non mettiamo mano in modo massiccio e strutturale alla rete degli impianti di depurazione, rinnovandoli, il problema resta solo una segnalazione. Non vanno affrontati in modo temporaneo, come ad esempio per la sola stagione estiva, ma strutturale». Anche se di competenza comunale, quello dei depurato è un problema che arriva da lontano. «Da anni e anni di commissariamento. Abbiamo perso 10 anni di sviluppo e dal commissariamento del governo nazionale non sono arrivati risultato: questo perché la Calabria è stata dimenticata. Sono colpe che hanno avuto i vari governi che si sono succeduti e che hanno abbandonato questore settore, così come la sanità».

Obiettivo 4%

Tornando alle elezioni europee, De Nisi promette di «portare concretezza e cercare di risolvere i problemi. Chi si candida in Europa deve affrontare i problemi europei e penso che l’Europarlamento possa aiutare una regione come la Calabria. Non è solo una tornata elettorale o una gira conoscitiva del Parlamento europeo per qualche deputato». Il candidato di Azione ricorda il dibattito sulla direttiva Ets intorno al Porto di Gioia Tauro. «Ho visto alcune persone che ci rappresentano in Europa venire qua a fare conferenze senza nemmeno capire di cosa parlasse. Se uno avesse approfondito avrebbe capito che la Calabria magari aveva delle soluzioni che altri porti non potevano avere. Queste cose dovrebbero essere studiate, invece ci si limita a parlare solo per dire qualcosa». De Nisi si mostra ottimista per le elezioni di giugno e fissa l’obiettivo: «Dobbiamo superare la percentuale nazionale che è tra il 4 e il 5%. Abbiamo buoni sondaggi e speriamo di andare oltre» (redazione@corrierecal.it)

 

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